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Buscadero Day 2016

Scritto da il 26 Luglio 2016

13616327_1277861535559376_258467638_oLadies and Gentlemen!!! Noi di Radio Pirata siamo fieri di esser stati presenti alla maratona del Buscadero Day 2016 e di riportarvi, per quanto sia possibile a parole, le bellissime emozioni che abbiamo provato e condiviso. Una maratona in tutti i sensi, se consideriamo il lungo viaggio per arrivare fino a Pusiano (Co), un viaggio che ci ha condotti in un luogo incantevole, sulle rive di un lago splendido, all’interno del Parco Comunale che per l’occasione ha aperto i suoi cancelli alla Musica, non a caso con la “M” maiuscola! Siamo stati accolti come vecchi amici che si conoscono da sempre dal teem del Buscadero, dal padrone di casa, Andrea Parodi, che siamo stati lieti di conoscere e da ogni artista che abbiamo conosciuto ed all’occorrenza intervistato (come potete vedere dai video della nostra pagina facebook). Questo era il clima che si respirava a Pusiano paese della Brianza, un clima di assoluta unione, ognuno portando la propria ricchezza in note, un susseguirsi di stili musicali, sonorità e artisti eccellenti, in un contesto di organizzazione impeccabile. Due i palchi adibiti ai concerti, il Bodo Acustic Corner, più intimo e riservato principalmente ai musicisti solisti ed il centrale Main Stage. Ed è proprio su quest’ultimo palco che si sono esibiti i nostri “Del Sangre”, gruppo storico Fiorentino, che seguiamo da che sono tornati a nuova vita con il loro ultimo album “Il ritorno dell’Indiano”, un’esibizione, la loro, che ha richiamato l’attenzione di tutto il numeroso pubblico in un magico e silenzioso ascolto, per poi sfociare in lunghi applausi e commenti favorevoli. Cinque i brani che hanno eseguito Luca Mirti voce e chitarra e Marco Schuster Lastrucci, tre tratti dal nuovo album: “L’Indiano”, “Alza le mani”, “Sussesse domani”per poi passare a “Da qui” tratto dall’album “Zoe” 2001 e una magistrale interpretazione di “Master of war” (Dylan). Un talento naturale quello di Luca Mirti, non solo nella voce, unica , ma anche nell’interpretazione, che va al di là del semplice trasporto e nell’arte di scrivere testi mai banali e sempre attuali, unito al genio di Marco Schuster Lastrucci, che, eseguito il primo brano con il suo fedele Fender Telecaster Bass 1973, ha rivoluzionato i suoni di semplice acustico, imbracciando uno strumento di sua invenzione, non un basso, non una chitarra, bensì la “Bassarra”, come lui stesso lo definisce, un Hoffner con modifiche personalizzate. Una sperimentazione ben riuscita, tenuta celata fino ad oggi e che definirà i loro suoni futuri. Ed è proprio il futuro che auguriamo noi, con il nostro piccolo contributo, ad artisti di tale passione e innovazione, in grado sempre di reinventarsi pur rimanendo coerenti a se stessi, ad eventi di tale portata, a Comuni che investono spazi per festival come questo, ad organizzatori e personale addetto che investono il loro tempo e non solo per quella che è l’arte che comprende tutte le arti, che poi è quella del suono, l’arte delle 7 note e infinite melodie.. non tutte arrivano al cuore, queste che abbiamo sentito hanno fatto centro. Grazie a tutti

Serenella Olivo


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