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Afterhours @Beat Festival 2016

today28 Agosto 2016

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Gli Afterhours sono uno di quei gruppi che vedi mille volte, se sei della mia generazione e sei un po’ emo (nel senso di emotional, il significato originario). Quindi quando ho saputo che sarebbero stati al Beat non mi sono emozionata più di tanto, anche se certo, fa piacere avere una band di questo livello nel parco dove hai passato la tua adolescenza: sul Tagadà.
Poi sei lì, immersa nel verde, nella musica, nella gente e pensi che a pochi passi da te c’è un signor Manuel Agnelli che sta scaldando le corde vocali. E non vuoi perdertelo per niente al mondo, anche se fosse la settantatreesima volta. Sai che ne varrà sempre la pena.
Non sono rimasta delusa. Quelle note così familiari, quelle parole gridate al cielo, album che conosci a memoria, canzoni che finalmente escono dalla tua cameretta e riecheggiano come un grido di battaglia nel parco. Gli Afterhours sono una garanzia, sono sempre lì e non ti abbandonano.
Hanno deliziato il pubblico del Beat Festival con una escalation stellare: Ballate per piccole iene,Hai paura del buio?, Germi, Quello che non c’è. Era tutto lì, con una band in gran forma e un Agnelli scatenato.
Gli Afterhours non hanno ammazzato il Sabato.

Maila Cocci

Written by: Redazione

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