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The Jesus and Mary Chain live @ Ferrara Sotto Le Stelle 19.07.2015

Scritto da il 20 Luglio 2015

DICIANNOVE LUGLIO DUEMILAQUINDICI

Una data che sarà difficile,anzi impossibile da cancellare nella mente e nel cuore di chi c’era. La sensazione che ti rimane addosso infatti è proprio quella del più classico degli “IO C’ERO!” al concerto dei Jesus and Mary Chain nella splendida e calda cornice di Piazza Castello a Ferrara. L’ansia, il timore reverenziale, la smania dell’attesa,sensazioni che c’erano tutte prima che il grande telo con la grafica unica ed inimitabile di Psychocandy venisse issato sul palco; il biglietto che portava data di emissione 23.02.2015, la sensazione di andare ad una sorta di appuntamento con la storia per quella che è stata l’unica data italiana del tour che porta in giro il 30esimo compleanno di quel disco che ha cambiato inesorabilmente le sorti della musica rock, quell’esordio cosi dirompente del 1985 che ha visto due fratelli di Glasgow prendere il rock ‘n roll dei
Beach Boys, mescolarlo con le distorsioni psichedeliche dei
Velvet Underground per essere messo a macerare in una botte di scotch, catrame e anfetamina. Lo Shoegaze, l’originale, quello con la “S” maiuscola era in centro a Ferrara domenica e si, IO C’ERO!
Capisci subito di essere nel posto giusto quando intorno a te vedi tanti “tuoi simili” con maglie rigorosamente scure (tempi duri con questo caldo per noi vestiti sempre di nero!) e acconciature vagamente anni ’80. Capisci subito che non avresti potuto fare altro se non essere li in quella piazza non appena Jim e William Reid salgono puntualissimi sul palco e cominciano ad intonare April Skies, singolone di quel Darklands che tanto divide ancora critica e fan.
La scelta della scaletta è stata incredibilmente riuscita e acclamata: i primi 40 minuti trascorrono avvolti nel tepore noise di pezzoni come Reverence o Head On e piccoli antipasti come Some Candy Talking (pubblicata solo nella versione CD del 1986 di Psychocandy). Pausa annunciata e al rientro sul palco la semplicità e potenza dei colpi sulla  Ludwig Vistalite prima, e la Gretsch violentata subito dopo annunciano che è arrivato il momento di Just Like Honey e di tutto Psychocandy,traccia dopo traccia, emozione dopo emozione. Il resto è veramente storia.
Finito il concerto, poi, qualcuno sosteneva che i volumi erano troppo bassi (perfetti con un suono pulito e ben fatto), qualcun’altro si lamentava delle due entrate “sbagliate” (perdonabili a due ultracinquantenni sotto i 40 gradi Ferraresi),tuttavia sui volti della gente si poteva benissimo leggere quell’espressione che diceva:

“IO C’ERO!”

f.