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20 of 2021: la classifica dei venti migliori album a cura di Germi

Scritto da il 24 Dicembre 2021

Fine anno, il secondo di pandemia, eccoci qua. Arriva quel momento in cui si prova a fare il classico bilancio di ciò che è stato e, al contempo, ci si carica di aspettative per l’anno nuovo anche se abbiamo imparato a fare i conti con la delusione del tradimento di quest’ultime. Nessuno di noi, infatti, avrebbe mai pensato due anni fa di trovarsi in questo scenario distopico, nessuno si sarebbe prefigurato ciò che realmente abbiamo passato e, anche se adesso siamo ormai quasi avvezzi a vivere in costante emergenza sanitaria, la situazione sta cominciando a farsi pesante.

Il 2021 ha dato qualche segnale di ripresa, vero: le campagne vaccinali, la ripresa dei live (seppur con moltissime restrizioni), il tornare a vivere la socialità nei luoghi di aggregazione ci stanno facendo tener botta. Verissimo. È pur vero però che si ha la costante situazione che tutto possa sempre precipitare nuovamente da un momento all’altro tra nuove varianti e detrattori del vaccino, concerti annullati e nuove restrizioni alle porte, si torna a quanto dicevamo all’inizio: ormai viviamo tutti alla giornata, nessuna aspettativa, una sorta di neo ‘No Future’ solo un po’ meno punk. 

C’è da dire che, tuttavia, il 2021 si è connotato per una cospicua produzione di nuove uscite musicali e, per la vecchia regola dei grandi numeri, in mezzo a questo mare magnum di dischi, Ep e compilation, molte sono state quelle di pregevole fattura, alcune davvero notevoli e di cui parleremo e ci ricorderemo anche nei prossimi anni. Sicuramente, ad esempio, ci ricorderemo e parleremo ancora dei molti debuttanti di questo anno: gli ottimi lavori di band quali Dry Cleaning, Black Country, New Road e Squid alle prese con i loro primi LP ci danno tre letture di un’Inghilterra sempre più cuore pulsante del punk e sue declinazioni, quell’Inghilterra e quella scena di cui ormai sono alfieri gli Idles al loro quinto album-capolavoro, ormai una certezza sia su disco che sui palchi. Ma Inghilterra significa anche avanguardia sul fronte della musica elettronica e sul mondo della club culture ed ecco un altro clamoroso debutto (si fa per dire), quello di Peter O’Grady in arte Joy Orbison, già sulle scene dai primi anni ’10 ma alle prese col suo primo lavoro sulla lunga distanza con un disco di elettronica soul di rara bellezza. Sempre dal fronte elettronico non ha deluso le altissime aspettative Koreless, musicista Gallese il cui esordio rappresenta un dipinto sonoro tra paesaggi sci-fi e sperimentazioni ambient. Fragoroso il ritorno dei Low e quello di Dean Blunt col volume 2 del suo Capolavoro così come gli album hardcore dei Turnstile e del collettivo The Armed, la psichedlia lo-fi degli Spirit of the Beehive e il mai domo Ty Segall. Un anno d’oro per la black music fatta da grandi interpreti: Little Simz, Tirzah, Arlo Parks e Lady Blackbird su tutte e tutti mentre un’etichetta di Chicago, la International Anthem, produceva le più belle contaminazioni tra soul, jazz e psichedelia di tutto il 2021. Un anno fatto di collaborazioni straordinarie: quella tra Floating Points e la leggenda del jazz Pharoah Sanders per non parlare della premiata ditta Madlib – Four Tet. In tutto ciò in italia segnavamo il ritorno di IOSONOUNCANE con album colossale che difficilmente dimenticheremo.

Un anno pieno di tanta grande musica questo 2021 ma purtroppo fatto ancora di troppi pochi momenti altrettanto grandi e belli. Che il 2022 sia l’anno della svolta. Buone Feste piene di Musica a tutti.

Ecco di seguito il listone dei 20 best albums, rigorosamente senza ordine di arrivo, e relativa playlist.

  • Dry Cleaning – New Long Leg (4AD)
  • Spirit of the Beehive – ENTERTAINMENT, DEATH (Saddle Creek)
  • Squid – Bright Green Field (Warp)
  • Black Country, New Road – For the First Time (Ninja Tune)
  • Low – Hey What (Sub Pop)
  • Lady Blackbird – Black Acid Soul (BMG/Foundation)
  • Joy Orbison – Still Sleeping vol.1 (XL Recordings)
  • Floating Points, Pharoah Sanders & The London Symphony Orchestra – Promises (Luaka Bop)
  • Madlib – Sound Ancestors (Madlib Invazion)
  • Koreless – Agor (Young)
  • Turnstile – GLOW ON (Roadrunner)
  • The Armed – ULTRAPOP (Sargent House)
  • Little Simz –  Sometimes I Might Be Introvert (Age 101)
  • Ty Segall – Harmonizer (Drag City)
  • Arlo Parks – Collapsed in Sunbeams (Transgressive)
  • Tirzah – Colourgrade (Domino)
  • Irreversible Entanglements ‎– Open The Gates (International Anthem)
  • IDLES – Crawler (Partisan)
  • IOSONOUNCANE – IRA (Numero Uno/Trovarobato)
  • Dean Blunt – Black Metal 2 (Rough Trade)