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Paul McCartney si scaglia contro i voucher: “Scandaloso”

Scritto da il 10 Giugno 2020

Dura presa di posizione dell’ex Beatles nei confronti del provvedimento preso dal Governo Italiano ed Assomusica in merito al non-rimborso dei concerti annullati causa Covid-19

È dalla sua pagina Facebook ufficiale che arrivano, durissime e in italiano, le parole di Sir Paul McCartney nei confronti del provvedimento previsto dal DPCM del 17 Maggio scorso in cui si offre la possibilità agli organizzatori di eventi di rimborsare i biglietti per eventi annullati attraverso dei voucher spendibili entro un anno e mezzo e solo per artisti dell’organizzazione dell’evento annullato.

«È veramente scandaloso che coloro che hanno pagato un biglietto per uno show non possano riavere i loro soldi», scrive McCartney. «Senza i fan non ci sarebbe musica dal vivo. Siamo fortemente in disaccordo con ciò che il governo italiano e Assomusica hanno fatto. A tutti i fan degli altri Paesi che avremmo visitato quest’estate è stato offerto il rimborso completo. L’organizzatore italiano dei nostri spettacoli ed i legislatori italiani devono fare la cosa giusta in questo caso. Siamo tutti estremamente dispiaciuti del fatto che gli spettacoli non possano avvenire ma questo è un vero insulto per i fan».

Non tarda ad arrivare la controrisposta di D’ALessandro & Galli, promoter organizzatori delle date annullate del Baronetto (Lucca e Napoli ndr.):

“Crediamo che il governo abbia identificato nel voucher lo strumento che garantisse il corretto bilanciamento tra la legittima delusione del fan che non potrà assistere a un determinato concerto e l’esigenza vitale di sostenere l’intera filiera dello spettacolo”. 

Intanto migliaia di fan possessori di biglietti per le due date navigano nell’indecisione su come procedere: ci sono infatti molte azioni da parte di associazioni a tutela dei consumatori volte alla modifica del provvedimento. Di contro il termine ultimo per la richiesta del famigerato voucher (la cui procedura è anche piuttosto complessa ed articolata) è imminente. La sensazione, tuttavia, è che a farne le spese, oltre ai fan, sia proprio il sistema dei grandi live che si sta tentando di salvare da una crisi senza precedenti.

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