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DAUGHTERS @ Locomotiv Club Bologna – 18 Ottobre 2019

Written by on 23 Ottobre 2019

Era un insolito caldo venerdì di metà ottobre quando un potentissimo tornado si è abbattuto su Bologna. No, non stiamo parlando di avverse condizioni meteorologiche ma del potentissimo ed energico live dei Daughters, la più famosa delle noise band americane a portare in giro il loro ultimo spregiudicato album “You won’t get what you want” uscito sul finire del 2018 ed acclamato unilateralmente da pubblico e critica.

La data è unica in Italia, infatti là, in fila a ritirare i biglietti al Locomotiv (ebbene sì, c’è ancora qualche romantico nostalgico che non si affida alle prevendite) si sentono dialetti di tutta Italia: conosciamo due ragazzi saliti dalla provincia di Bari, per dire, e fortuna che loro la prevendita la avevano perché dopo poco meno di un’ora viene annunciato il sold out per lo sgomento degli ultimi speranzosi ritardatari.

Tempo di rifocillarsi un attimo che entriamo: sul palco ad aprire i Jeromes Dreams, storica band del filone screamo dal Connecticut, tornati insieme e con un nuovo disco dopo quasi 20 anni. Il sound è quello di un tempo, cupo, pieno di basso e rumore con la voce del cantante Jeff Smith (sempre di spalle) che esce potente, anche senza il microfono. Bentornati!

Finiscono, usciamo a fumare ed a salutare un po’ di amici che non vediamo mai se non in queste occasioni ed ecco che i Daughters salgono sul palco: Alexis S. F. Marshall si presenta in total black con un mullet degno del miglior Bono Vox. Sul palco dura poco: tempo un paio di pezzi ed è subito sul pubblico. Gli stage diving della band saranno tanti durante tutto il live.

Sul palco si alternano brani dell’ultimo acclamatissimo disco (‘Satan in the Wait‘, ‘Long Road, No Turns‘, ‘The Reason They Hate Me‘ ) e brani storici della band (‘Daughters Spelled Wrong‘ , Recorded Inside a Pyramid‘ ), sotto il palco la folla in delirio urla e alza le braccia a idolatrare Marshall che quando non è sul pubblico si muove come un forsennato e si percuote la testa col microfono.

12 brani, poco meno di un’ora di live e va bene così: di più sarebbe stato troppo sia per noi che per loro.
Il microfono si è rotto ed andrà ad esser venduto al merch insieme ad altri microfoni rotti dalla band durante il loro trionfale tour.
Siamo sopravvissuti all’uragano Daughters, potremo raccontarlo ai nostri figli.

Francesco Marinelli