PUEBLO CHIUDE IN BELLEZZA LA STAGIONE TEATRALE DEL NUOVO TEATRO PACINI

PUEBLO CHIUDE IN BELLEZZA LA STAGIONE TEATRALE DEL NUOVO TEATRO PACINI

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mercoledì, 28 marzo 2018
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21 marzo 2018. Sold out al Nuovo teatro Pacini di Fucecchio per Pueblo, lo spettacolo di Ascanio Celestini che ne chiude la stagione narrando la storia di un’Italia ai margini. Invisibile. Ignorata ma che merita di essere raccontata.

Storia di personaggi “pieni” quanto sfortunati che al loro interno racchiudono tutto un mondo sommerso fatto di una grottesca umanità che spesso fingiamo di non vedere ma che invece ci avvolge, ci stringe, ci avviluppa in cerca solo di uno spiraglio, o meglio, di una finestra dalla quale emergere.

E così l’attore romano dopo il successo di “Laika” torna a proporre un monologo in cui interloquisce a macchinetta con il fantomatico Pietro, impersonato dal fisarmonicista Gianluca Casadei, che sta in scena muto e partecipa alla performance solo con la sua musica squisitamente suonata dal vivo.

Si parla di Violetta, cassiera di un supermercato orfana di padre e grande sognatrice. Le ore trascorse al lavoro tra conti e scontrini sono alienanti, ma lei trova rifugio nei sogni e nella fantasia.
Si parla di sua madre e della sua zuppa liofilizzata.
Si parla delle persone che la giovane incontra e che vede dalla finestra ogni giorno. Si parla del microcosmo di invisibili che le girano intorno e poi… E poi si parla di Domenica. Soprattutto di Domenica. E anche di Said. E dello Zingaro. E di tanti altri… Ma Domenica, proprio lei, per me è stata la vera protagonista di questo racconto. Una barbona morta da sola mentre attraversa la strada in un giorno di pioggia.
In un flashback rivediamo la sua vita. La sua triste infanzia piena di maltrattamenti. L’infelicità, la solitudine e la breve ma intensa storia d’amore con Said, giovane magazziniere che divide il suo cuore tra lei ed il gioco d’azzardo.

Tutte persone che meritavano di emergere con le loro storie e che lo hanno fatto almeno per una volta in una performance quasi onirica in cui Celestini ha dimostrato una bravura indicibile mantenendo alta l’attenzione del pubblico con la sola evocazione di luoghi ed emozioni e con i ritmi serratissimi di una recitazione perfetta.

Andare oltre al vetro delle finestre, cercare la verità a discapito delle apparenze, vedere ciò che sembra invisibile, si può.

Con la sua ultima battuta il cantastorie romano colleziona una pioggia di applausi e tutta la mia ammirazione.
Il nuovo Teatro Pacini ha così chiuso più che in bellezza un’ottima stagione teatrale.

Da vedere.

Giusi Alessandra Vaccaro

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